mi penso e mi ripenso addosso. la luce ikea alle spalle i miei piedi sul ikea tavolo e il sedere sul ikea divano. ho chiuso le finestre che quest'estate è troppo fredda per me, qui. ho dimenticato tutto il caldo soffocando a giugno, i piedi che bruciavano camminando sulla sabbia. sembra una vita fa, invece è solo un mese. alla solitudine periodica ci sono abituata, ma mi viene sempre da pensarci e ripensarci. nessun compagno di viaggio, a parte la scatola con la mela.
altre latitudini destabilizzano il mio umore. mi dirigo non verso altri lidi ma verso altre colline, con le vigne a girappoggio, a ritocchino..
vivo nella cascina della signora marisa, lei è troppo simpatica, mi rimpinza di verdure del suo orto, e ad agosto faremo assieme la marmellata di albicocche.
ora un video che si guarda bevendo un bicchiere di chardonnay. in onore della winemaker francese piu' stronza che abbia mai conosciuto che proprio in queste ore sta rientrando dall'Australia.
anche ieri sera Edda era in piazza con il suo vestitino a fiorellini, i suoi sandaletti e il taglio fighissimo. il piu' figo di tutte le sue amichette.
"Edda, ma che bellissimo nomeeeee".
"Edda, mi chiamo, e tu"? "sisi, io la sera esco perchè a casa fa caldo e i miei mici non hanno voglia di giocare con me allora mi annoio. qui invece ci siete voi".
Edda viene richiamata dalla mamma che si affaccia dal balcone, non ha la minima intenzione di rientrare, dice alla madre di andare a dormire che lei rientrerà tra poco.
Edda lascia il portone di casa socchiuso, rientra e torna con cicciobello. in piazza.
Edda si siede in braccio a lalla mentre io e c sorseggiamo l'ennesimo drink.
Edda dice che le piacerebbe venire con noi.
"Edda, le dico, ma noi non possiamo portarti, vedi, faremo tardi stasera, non torneremo a casa a dormire" e lei, " guarda non ti preoccurare, ieri sera ho dormito solo 4 ore"...
Edda ha 4 anni. nei suoi occhietti brilla la vita.
io a 4 anni non ero una bambina, ero un cicciobello da far addormentare.
ho comprato due bellissime sedie da campeggio. una avrei voluto trasportarla al mare con me oggi ma era troppo forte la voglia di andare in moto, e addio sedia. i sassi erano roventi, le spalle scottate dei vicini tedeschi si riflettevano sul retro del mio lettore mp3 che intanto passava canzoni autunnali. forse si, l'estate a giugno non l'ho mai vissuta qui e per questo che mi trovo così spaesata e non faccio altro che perdermi tra le viti in attesa, una cedrata e un chinotto Stappj (antica ricetta!!!) mica cocacolate!!
e mentre bevi, pensare che è brutto sentirsi ribadire il fatto che è meglio se sparisci.
tra qualche giorno lo farò, tanto oramai la melanina si è riattivata anche grazie a lei. grazie dot, ora ci sto sotto.
in queste mattine, che considero di transizione, mi sveglio presto e mi ritrovo sempre con il libro di esercizi di inglese a bordo la luce ancora accesa e le lenzuola a terra. in bocca ho ancora il sapore del cioccolato havanna ripieno di dulce de leche mangiato ieri sera mentre cercavo il sonno. odore di pomodori, cipolla fresca e lavanda entrano dalla mia finestra in attesa di essere chiusa per un paio di mesi. decisioni prese in tarda notte, mentre maniacalmente metto in ordine i sandali e le scarpe aperte. non riesco ad accettare il fatto che sia ancora bruciata.
e quindi per sentire il nuovo singolo che scioglie i ghiacci e i cuori dovrò presenziare assolutamente ad una delle tre date italiane. intanto mi apro un riesling che mi fa pensare ai capelli biondi.
il mio passo lento dell'inizio si è trasformato dopo aver visto lo schifo che c'è nella nostra spiaggia. spiaggia deturpata dai pescatori che lasciano di tutto, bottiglie, scatolette, cicche fumate per il nervoso che il pesce non va all'amo.
col sole in fronte mi sono sparata in cuffia i gang of four.